Per Inside Man questa settimana approfondiamo una causa della disfunzione erettile di tipo endocrino e molto rara, l’acromegalia.

L’acromegalia è causata dalla produzione eccessiva dell’ormone della crescita (GH) da parte dell’ipofisi, una ghiandola di piccole dimensioni che regola diversi aspetti metabolici, tra cui la crescita corporea. Come conseguenza di questo forte aumento ormonale, il fegato risponde direttamente aumentando anch’esso il fattore di crescita insulino-simile (IGF), portando il corpo a continuare il suo sviluppo anche se in realtà è già completo.

L’acromegalia si manifesta fisicamente attraverso l’inspessimento delle ossa, la crescita di fegato, tiroide e prostata e visivamente all’esterno del corpo con l’ingrossamento di alcuni tratti, in particolare labbra e mani. Se contratta durante la pubertà, l’acromegalia può portare al gigantismo.

Questa malattia purtroppo causa molte complicanze più o meno gravi dovute proprio all’irrefrenabile crescita del corpo che raggiunge estensioni non consone degli organi, che rende difficile la gestione di molti sistemi interni.

Le complicanze maggiori si manifestano nell’apparato cardiovascolare, con cardiopatia specifica, aritmie e ipertensione arteriosa; sulle ossa l’acromegalia agisce con modificazioni della massa ossea e inducendo l’osteoartrosi. Molti sono anche i problemi respiratori, soprattutto le apnee notturne, mentre le principali complicanze metaboliche si sviluppano in diabete mellito e dislipidemia, cioè un’abbondante presenza di lipidi nel sangue.

L’acromegalia agisce anche sulle funzioni endocrine e porta alla comparsa del gozzo multinodulare, un aumento volumetrico importante della tiroide che fa ingrossare il collo causando problemi respiratori. Infine questa rara malattia colpisce l’apparato neuromuscolare, con cefalee, neuropatia, tunnel carpale e miopatia prossimale e causa complicanze neoplastiche, portando alla formazione di polipi iperplastici, adenomi e carcinomi al colon retto e all’ipertrofia prostatica.

L’influenza dell’acromegalia sulla sessualità maschile con la propensione a manifestare problemi di disfunzione erettile per le incidenze sull’apparato cardiovascolare, è stata dimostrata di recente da un’equipe di ricercatori interamente italiana, che ha pubblicato a Maggio 2015 sul “The Journal of Sex Medicine” lo studio “Erectile Dysfuntion is common among men with Acromegaly and is associated with morbidities related to the disease”.

Questa ricerca ha visto la fruttuosa collaborazione tra le Università di Firenze, Napoli, Cesena, Modena e Reggio Emilia, nell’analisi retrospettiva di 57 soggetti con acromegalia di cui 24 con problemi di disfunzione erettile già registrari. Questi ultimi soggetti sono stati comparati con uomini con disfunzione erettile, ma senza acromegalia tra i 4000 pazienti dell’Unità di Medicina Sessuale e Andrologia dell’Università di Firenze.

In seguito alla compilazione di vari questionari specifici e a diversi esami clinici, tra cui il color doppler (PCDU), i ricercatori hanno riscontrato la disfunzione erettile  nel 42% dei soggetti con acromegalia con una maggior prevalenza di ipertensione e di indebolimento delle erezioni notturne. La disfunzione erettile è stata registrata con un livello giudicato severo e con una durata maggiore più nei soggetti con acromegalia che con i pazienti “sani”, soprattutto per una rilevata storia cardiovascolare e bassi livelli diagnostici dal color doppler.

Dai risultati, i ricercatori italiani, hanno evidenziato come l’acromegalia influisce con più incidenza allo sviluppo di problemi gravi di disfunzione erettile negli uomini, per colpa dei gravi danni cardiovascolari che la malattia porta.

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